IL COCARECO DI DERRIDA E CHICCO «FAMMI DA SPONDA» MENTANA

IL COCARECO DI DERRIDA E CHICCO «FAMMI DA SPONDA» MENTANA

IL COCARECO DI DERRIDA E CHICCO «FAMMI DA SPONDA» MENTANA (Ma anche della tentazione di mettere la museruola, o il bavagliolo)

Prendiamo la proposta (di Beppe Grillo*) di una “giuria popolare” che verifichi l’attendibilità della stampa come l’ennesima provocazione di un artista che sta realizzando il sogno inconfessabile di tanti altri colleghi (comici ma non solo, artisti, appunto) che vivono o aspirano a quello status di deità assoluta, di Ubuità, per dirla alla Alfred Jarry, che una vocazione e un talento di immanenza anarcoide implicano. Non a caso il Comico Capopolo Re del Comico (d’ora in poi COCARECO, animale da palcoscenico a cui il palcoscenico va così stretto da essersi volontariamente sacrificato a un regime di cattività i cui recinti, se ne facciano una ragione i suoi detrattori, sono i confini del mondo), nella sua denuncia sui “fabbricatori di notizie false” richiama il 77° posto dell’Italia nella classifica mondiale per la libertà di stampa e, negli esempi che riporta, mette sul piatto, per dirla in gergo giornalistico, due o tre etti delle tonnellate di “merda” pestate dall’informazione nel nostro Paese. Ma una nuova cacchetta va a pestarla subito dopo Enrico «Fammi da Sponda» Mentana, da anni attore protagonista del mainstream dell’informazione preso di mira dal Cocareco, quando annuncia di volerlo denunciare** per qualcosa che ha molto a che vedere con la lesa maestà, sbandierando tra l’altro ai quattro venti, con semplificazioni da rotocalco Cairo Style (molto in voga anche presso l’Antitrust di Pitruzzella, il Quirinale, le redazioni dei Tg Rai e fra i peones del PD) una profonda incultura delle regole e dell’uso del web***, a cui potrebbe ovviare partendo da questa ottima sintesi di Arianna Ciccone****. Ma intanto Mentana si prende il proscenio, salvo poi dire, a seguito di una benevola rettifica del m5s, che “fa obiettivamente venir meno gli estremi per un passo giudiziario”, dimostrando così di sapere giocare abilmente di sponda, appunto. Il teatrino è finito? In palcoscenico, forse, sì. Ma, dietro le quinte, questa storia che vi siano persone capaci di usare il (e veicolare l’attenzione dell’opinione pubblica dal) web provoca ancora molti mal di pancia. Quello che non ha capito qualcuno è che non c’è bisogno di alcuna giuria, tanto meno popolare, perché c’è già e sta dando più di un chiaro segnale, anche grazie all’inettitudine di una classe politica costruita su opportunismi e prebende. L’unico che lo sa bene è il Cocareco che, bisogna dargliene atto, ha fiuto, ne mastica (anche di Jacques Derrida, Carmelo Bene e di informazione che informa i – non sui – fatti) ed è più avanti di molti. Checché ne dicano i suoi avversari, sa anche di doverle rispondere, perché non è così facile manipolarla come qualcuno crede o teorizza. Proprio fino a quando la Rete non sarà soggiogata ai vincoli che disciplinano l’informazione ufficiale. Ma adesso che comincia a mordere davvero (e vedono in pericolo più di un privilegio) sono in tanti ad avere la tentazione di metterle la museruola. Qualora non bastasse un bavagliolo perché stia seduta tavola come Dio comanda.

www.giampaolospinato.it

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* Grillo e le balle dell’informazione: http://www.beppegrillo.it/…/una_giuria_popolare_per_le_ball…
** Mentana fa l’offeso: http://video.corriere.it/…/aa029584-d1ed-11e6-a55b-632cc5cf…
*** Mentana discetta di Rete: http://www.ilfattoquotidiano.it/…/controlli-dannosi-e-inut…/
**** Valigia Blu gli risponde: http://www.valigiablu.it/twitter-servono-nuove-regole-no-a…/

DA VEDERE:

– Carmelo Bene: https://www.youtube.com/watch?v=spABaPeRMm8


 

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