SKILIFT, SPA E ETRURIA: VIVA L’ITALIA!

SKILIFT, SPA E ETRURIA: VIVA L’ITALIA!

SKILIFT, SPA E ETRURIA: VIVA L’ITALIA!

(Conferenza Stampa della Befana dell’ex-Presidente del Consiglio IL Renzi)

Dopo il ritiro a Pontassieve (FI) e la vacanza in Trentino-Alto Adige, a un mese dalle dimissioni, l’ex-Premier e segretario del Partito Democratico torna a rivolgersi agli italiani:

«Ho convocato una conferenza stampa qui a Ortisei perché non è giusto, come diciamo noi della generazione Erasmus agli Ape prima del devasto, che “io speriamo che me la cavo”. È ora di cambiare, lo dobbiamo a questa nostra bella Italia. Non più odio, ma comprensione. Non più opportunismo, ma opportunità. Non più chiacchiere, ma fatti. Chi ha sbagliato deve pagare. E io pago. Se sbaglio. Ma pago, non “non pago”. Non pago, io pago. Con Coerenza, con Determinazione e con tutte le altre sorelle d’Etruria. Guardando al futuro e non guardandoci dietro le spalle. Anche se… (guardandosi dietro le spalle)… Non sia mai che qualcuno qui dietro mi fa scorrazzare una bufala… Non per altro… – Le bufale hanno le corna, no, Etruria? – Noi a Pontassieve ogni tanto si scherza e a quegli italiani che sanno soltanto lamentarsi io dico una solo cosa. Grazie di esistere! Ma aggiungo anche: e meno male che Agnese c’è. Meno male che ci sono i miei figli. Il Natale. La Neve. Le Spa. La piscina. Perché noi non ci vergogniamo, io non mi vergogno di dirlo, se serve a portare nel mondo l’immagine vera della nostra grande Nazione: uno skilift per la mia playstation! Sì, più sicuro, gratuito e assistito: uno skilift!, come dice il poeta, Riccardo III, Re di Cuccagna, un mio follower, come @Iddio, che ho anche la sua mail e mi scrive sempre sul tablet. – Meno male che in questo Paese c’è ancora chi ha il senso della realtà e delle proporzioni. Dice: “E la deflazione?” Ma guardiamo ai risultati che abbiamo raggiunto in questi mille giorni! Guardiamo al futuro, quando chi oggi non riesce ad arrivare alla fine del mese finalmente non dovrà più porsi il problema perché, non abbiamo paura di dirlo: Non! Avrà! Più! Quel Problema! – Sapete… (canta) Giro ancora per strada… – L’avete visto, no? No, il whatsapp non l’ho mandato io al paparazzo, a Signorini, piuttosto… (canta) Giro ancora per strada, vado a fare la spesa, ma non mi fermo più, a cercare qualcosa, qualche cosa di più, che alla fine poi ti tocca di pagare… – Ma meno male! Meno male che c’è chi non si dà pace per la nostra splendida Patria costruita con il sudore e sul sangue di chi ha combattuto per renderla libera. Penso a Mike Bongiorno, a Corrado, Carrà, Paola Barale, che ho avuto la fortuna di baciare alla Ruota della Fortuna. Ma penso anche a Linus, a cui rivolgo un affettuoso pensiero per la morte della cagna Bruna… Questi sono gli esempi da seguire, la gente che non passa il suo tempo a piangersi addosso. Chi rimbocca le coperte ai suoi figli invece di pensare alle poltrone. Chi va a vedere la loro prima recita a scuola, come IL Lotti, e non si preoccupa se, a ‘sto giro, non gli danno i Servizi. A queste persone generose e altruista dobbiamo guardare, non a quelli che spargono odio e fomentano rancore pensando che parlare alle pance delle persone possa cambiare qualcosa. Facile parlare alle pance. Chi non c’è l’ha una pancia, eh, Etruria? Più difficile rimboccarsi le maniche, e lo dico con Forza, con Convinzione e, per essere onesti, chiari, per non dare adito agli equivoci dei disonesti, lo dico dal cuore anche con tanta, tantissima… Etruria, loro cara sorella. Non smettiamo mai di rimboccarci le maniche, anche se, lo dico a quelli a cui piace fare i brillanti sui blog, quelli che mi prendono sempre alla lettera, la lingua italiana, come ci ha insegnato il compianto Tullio De Mauro, grande batterista, anche lui campano, come un altro gigante della nostra cultura, De Piscopo, che ci ha regalato grandi emozioni col suo dizionario… La nostra lingua, dicevo, è una miniera di metafore e si fa per dire, rimboccarsi le maniche, perché con questi quarti di luna sotto lo zero a nessuno piace finire come i chiari di bue. Che non è un bello spettacolo un bue, o anche una bufala appesi, parliamoci chiaro. E non sarebbe neanche giusto, all’Epifania, offendere il nostro Presepe. Una tradizione millenaria, come la nostra cultura, la Rai che, grazie alla nostra determinazione, è finalmente diventata un vero, fertile Campo dall’Orto che era… Ma pensate al teatro, agli Scout, a Pippo, Baudo ma anche Pluto e, perché no, Clarabella, tutti prodotti italiani, pensiamo all’artigianato, alla cucina, la pizza, la Bufala, sì, la mozzarella, altro che i titoli dei giornali che, da quando De Bortoli mi ha detto di farli, sono andato un po’ in confusione. Ho sbagliato, lo ammetto. Non mi sono fatto capire. Ho fatto le foto glamour col giubbotto invece del blazer. Mister Bean era Schwarzenegger al confronto. Le slide taroccate invece di gesso e lavagna. Ma per fortuna che c’è Virginia. – Dice: “Non facciamo le Olimpiadi per evitare le ruberie…” Questo è il modo peggiore di governare, mortificare un intero Paese. Non riuscire a capire l’immenso talento dei giovani. Sono loro che fanno questa Nazione. Coi vaucher. Il ministro Poletti e suo figlio ce l’hanno insegnato. Fa niente se hai “zero tituli”, come la Fedeli, bastano la Volontà, la Determinazione, la Voglia e tanta, tantissima Etruria, con tutte le altre sorelle. Quanti di questi giovani ci hanno insegnato ad amare il nostro Paese aiutandoci a mettere in piedi la Fiera dell’Expo col volontariato? Dice: “Ma il sindaco Sala è indagato.” Ma il sindaco Sala, con coerenza, per un paio di giorni si è autosospeso. Dice: “È stato un balletto, rimane comunque indagato”. Ma il sindaco Sala è tornato, svolge il suo ruolo con coerenza e rispetto delle istituzioni. Dice: “E se il sindaco Sala risultasse colpevole di una qualche magagna?” Ma io ci metto la faccia. Io non mi tiro indietro. Quando faccio uno sbaglio io mi correggo: il sindaco Sala non lo conosco. Se ho sbagliato, l’ho detto, io pago. Dopo, però, che ho incassato. L’ho detto perfino al partito: un passo indietro. Per amore di questo Paese. Per farne un altro in avanti. Uno a destra. Uno a sinistra. Su le mani! Viva l’Italia! Economia su. Tasse giù! – OK, ragazzi… più veloce adesso:
Dormire! – tàttataratatattataratatta
Salutare! – tàttataratatattataratatta
Autostop! – tàttataratatattataratatta
Starnuto!



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