Lavorare è una parola

15.06.05
Repubblica
Lavorare è una parola. Outis la porta in scena – Sara Chiappori

Rassegna

“La fabbrica dell’uomo” dal 18 giugno al 10 luglio
Lavorare è una parola
Outis la porta in scena

LAVORATORI di tutto il mondo, unitevi. Almeno in teatro. E’ un progetto ambizioso, quello inventato dal centro di drammaturgia Outis sotto il titolo “La Fabbrica dell’Uomo”. Due anni di ricerche, incontri, raccolta di dati e il contributo di un comitato scientifico di sociologi, economisti, sindacalisti, imprenditori per disegnare la mappa dei radicali, rapidissimi cambiamenti nel mondo del lavoro: precari e interinali, nuove professioni e flessibilità, modelli produttivi inediti e occupazione sommersa. Su questi temi sono stati invitati a riflettere autori e drammaturghi: della sessantina di testi inviati, ne sono stati selezionati dodici.
Il risultato è un festival (18 giugno -10 luglio) che coinvolge un centinaio di persone tra artisti e staff tecnico, con appuntamenti teatrali e cinematografici, conferenze e una sezione ragazzi, in luoghi diversi: Crt-Teatro dell’Arte e Triennale (viale Alemagna), Fondazione Casa della Carità (via Brambilla 8), la galleria di modernariato Spazio 1380 (via Butti 7), Casa dell’Energia Aem (piazza Po), Casa Manzoni (via Morone 1), Mercato Ittico (via Lombroso 95), Pescheria Da Claudio (via Ponte Vetero 1), Umanitaria (via Daverio 7), Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2). Ad aprire il festival lo spettacolo Servizi & Servitori, sugli effetti del tempo del lavoro che si mangia il tempo del privato: testi di Alessandro e Renato Giglioli (già autori del saggio Stress Economye), in scena Alessandro Genovesi, Federica Fracassi e Fabrizio Parenti, che cura anche la regia (18, 26 e 27 allo Spazio 1380). E se Riccardo Magherini indaga il mondo dell’informazione in Due colonne a pagina 5 di Pier Mario Fasanotti (20-21, Spazio 1380), in Precarie età Maurizio Donadoni dipinge il dramma della riconversione professionale di due donne, interpretate da Alessandra Faiella e Angela Malfitano (21-22, Crt). Grottesca la pièce di Tiziano Scarpa, Comuni mortali, che racconta il primo giorno di lavoro di un impiegato in un’agenzia di pompe funebri (28-30, Casa Manzoni), mentre Giampaolo Spinato con Blu affonda nell’esasperazione tecnologica della comunicazione (8-10 luglio, Triennale). Da segnalare, tra gli altri appuntamenti, l’argentino Daniel Veronese che, con Mujeres soñaron caballos, ricostruisce la crisi economica che ha travolto il suo paese (23-25 giugno, Crt),
Ingresso 5 euro (più tessera 2 euro). Programma completo con luoghi e orari: www.outis.it. Tel: 0233006078

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