L’amore via motoradiotaxi

13.01.1988
Il Giornale
Beatrice Masini

Una storia d’amore via radio, affidata all’etere confuso che lega un pony express alla voce-guida della Centrale operativa. E poi un altro legame, fatto di vagabondaggi nel parco, sesso pasticciato e gite fallimentari. Il denominatore comune delle due vicende parallele sono i protagonisti, gli stessi per entrambe. Ma loro non lo scopriranno mai. Gioca sul doppio registro di realtà e fantasia la breve pièce di Giampaolo Spinato, «Motoradiotaxi», primo appuntamento della rassegna di varie avanguardie «Punto di fuga» ospite nel foyer del Teatro Litta trasformato in un fazzoletto d’asfalto: ampie strisce incatramate corrono intorno a due rettangoli coperti di pneumatici, due isolotti ricavati per gli spettatori nel labirinto immaginario della metropoli.
Solo la città, del resto, può alimentare con le sue dimensioni l’equivoco mai svelato di un duplice amore vissuto ad un tempo dalle stesse persone; solo la sua vastità desolante può dare spazio a una passione radiofonica mormorata tra i messaggi di servizio fino a farla più bella e tenace di quella reale. Accade infatti che a non reggere l’urto con la quotidianità sia l’amore concreto, insidiato dalle secche di silenzi preoccupanti, scandito da baci fin troppo sonori, affogato nella banalità . Mentre l’altra storia, che si regge su avventure sognate, vive di vita propria tra un microfono e un walkie-talkie e si fa rifugio quando nel mondo «vero» esplodono ansie e disperazioni.
Lui, Delta Uno, fantastica di cieli inesistenti e viene schiacciato a terra dalla routine; lei si specchia nel vetro del computer che le ricorda i suoi doveri e quello che vi scorge riflesso non le piace affatto. Insieme, i due si rovesciano addosso cascate d’insulti, consumano parole parole senza riuscire a dirsi nulla.
«Motoradiotaxi» è una produzione di Futura Corporation, il sodalizio a cui aderiscono autore, regista (Cristina Pezzoli) e attori (Paola Salvi e Pietro Farneti): non a caso disegno scenico, recitazione e testi viaggiano in perfetta sintonia, su binari montati in équipe. Applausi calorosi, la sera della «prima», per l’interpretazione asciutta di questi frammenti di discorsi amorosi intrisi di romanticismo amaro e cinismo intenerito.

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