Al teatro Studio si respira aria di “Ico no clast”

16.01.04
Il Corriere di Firenze
Tommaso Chimenti

Fino al 18 le repliche dello spettacolo

Al teatro Studio si respira aria di “Ico No Clast“

Tommaso Chimenti

SCANDICCI – Nel foyer del Teatro Studio passa in video la history dei Sex Pistols mentre un’insegna luminosa fa tanto Carnaby Street.
Si respira ‘Ico No Clast‘ fino al 18 a Scandicci, già prima di entrarvi, nella storia, nei dialoghi, nelle complesse alchimie e parallelismi tra l’Amleto e Sid Vicious, così lontani, temporalmente e ideologicamente, così vicini nel testo di Giampaolo Spinato e nella riproposizione teatrale di Fulvio Cauteruccio.
Prima dello spettacolo va in onda la videointervista a Malcolm Mc Laren, produttore dei Sex, realizzata proprio in questi giorni in occasione di Pitti in visita a Firenze per presenziare alle sfilate di moda.
Fulvio, tra Gassman ed Oreste Lionello, riesce con questa interpretazione a scrollarsi l’etichetta del Rocco, che lo ha reso celebre ma che sembrava tenerlo in trappola, e del fratello Giancarlo.
Fulvio, regista ed attore, è Mc Laren, da esperto sarto cuce le varie parti tra loro con maestria ed efficacia di immagine: gli affondi elettronici, la musica live, le registrazioni che tagliano la scena, le immagini in video, collante tra i ruoli, deus ex machina del progetto avveniristico.
Un wc, una poltrona con disegni da carta da parati ed un frigo anni ’70, più tre lavatrici nei finale.
E’ il funerale annunciato di Sid Vicious, icona punk distruttiva e arrogante, non rappresentata al meglio dall’acerbo Gianni Del Vecchio, poco energetico ed avvincente nel caratterizzare il personaggio, molto estraneo alle scene.
Di tutt’altra pasta invece la giovane Daniela Viola, cognome infelice per i teatranti, nel doppio ruolo Nancy-Ofelia, a tratti nuda o urinante sul palco, fulcro dell’azione.
Scorrono le immagini di Sid durante i concerti, dopo l’arresto a N.Y., mentre dal vivo Peppe Voltarelli, bravo anche nelle vesti di Johnny Rotten, compositore dei Sex, e di Orazio, drappeggia alla chitarra “God save the Queen” e ‘My way”, coadiuvato dall’elettronico Marco Messina dei 99 Posse al mixer.
Molto più eccitato il pubblico rispetto allo spettacolo del 2003.

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