[Dicono di B.] Jennifer

Gli oggetti di alcuni fraintendimenti grandiosi– studio dimostrazione dal laboratorio La storia mia più bella – Pistoia 2005

Non l’ho vissuta come la solita recita scolaresca standard ma come lezione di vita. Questo grazie a Spinato che ci ha insegnato a fidarci degli altri anche quando non sappiamo a cosa andiamo incontro, ma, cosa più importante, a credere nelle nostre capacità anche quando sembrano delle piccolezze, delle banalità .
Quando penso a Spinato, penso a quella persona che ci ha fatti sentire importanti, unici, speciali, tutti a ugual misura ma in maniera diversa, persone che avevano tanto da dire e così poco da perdere.
In quindici giorni ho provato all’interno di questo gruppo sensazioni che in due anni non avevo mai provato. Inoltre è stata un’occasione per conoscere i ragazzi dell’altra classe che altrimenti non avrei avuto il piacere di incontrare, scoprendo un meraviglioso mondo di persone dalle quali ho tanto da apprendere.

Non so cosa ci ha dato la forza per debuttare. Fino a dieci minuti dall’inizio eravamo avvolti da folli tempeste: pianti, paure, dubbi…
Io ho trovato coraggio nel momento in cui Spinato mi ha detto:
– Conto su di te, sei quella che riesce a tirare su il gruppo!
E’ lì che ho capito che in me avevo qualcosa da regalare.
Sono stata fiera del mio lavoro quando dei ragazzi di un’altra scuola mi hanno fatto i compimenti dicendomi:
– Sei stata la meglio! Sei riuscita a sconvolgerci, a regalarci tante emozioni una dietro l’altra! Eri un mare in tempesta su quel palco!
Per me vuol dire tanto perché sono riuscita a credere nelle mie capacità, avendo tanti complessi.
Muoio dalla voglia di rifarlo un altro anno, se possibile con Spinato, perché mi ha dato tanto e mi ha insegnato a osservare le cose facendomi capire che finora le avevo solo guardate senza coglierne il vero significato.

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