MILANO: DI SINDACI, SEPOLCRI E RIPOSO (Non eterno, non solo)

MILANO: DI SINDACI, SEPOLCRI E RIPOSO (Non eterno, non solo)

MILANO: DI SINDACI, SEPOLCRI E RIPOSO (Non eterno, non solo)

Volevo aggiungere una riflessione alle cose dette da ida in una delle sue note oniriche, di cui consiglio sempre la lettura. Mi avrebbe fatto piacere anche rileggere una delle Isolitudini di Massimo Onofri, scartabellare fra le magnifiche ricerche fotografiche di Guido, curiosare fra le colte, mai scontate rielaborazioni critiche di Matteo Marchesini e diversi suoi colleghi studiosi.
Cito solo alcuni degli “amici” utenti di Facebook di cui mi piace seguire, almeno in parte, grazie a questo strumento, quello che dicono, fanno o pensano; gli altri, soprattutto i più permalosi, ma anche alcuni che non immaginerebbero neanche lontanamente di poter essere letti o seguiti dal sottoscritto, non se la prendano, prima o poi farò anche i loro nomi, e saranno cazzi 😉.
Oggi però lo “spleen” – che contrariamente al cliché vedrei bene collegato a un orchestrale raccordo di tutti gli organi con gli eventi all’intorno che all’angoscia, e tanto meno alla milza – mi detta pensieri molto semplici.
Per esempio, che è bastato mandare una mail asciutta ai vertici di un’istituzione universitaria recentemente assurta al rango di “eccellenza” per bocca dello scout ex-Presidente del Consiglio per ricevere un minuto dopo una mail in cui, finalmente, chi avrebbe dovuto farlo da almeno tre mesi mi informava dell’aula, degli orari e del giorno della settimana in cui dovrei insegnare le “tecniche narrative”…
Allora, come è successo un anno fa con le civili domande rivolte al Piccolo Teatro insieme a Massimo Sgorbani, ho pensato che un po’ sono stanco di incontrare così tanto grigiore e sciatteria là dove la cultura è usata per difendere posizioni di grandi e miseri privilegi e la tanto invocata trasparenza viene usata col preciso scopo – contrario – di irridere il merito a favore della mediocrità.
Così ho mandato un whattshapp d’amore alla persona che amo, appunto, riamato. E, come faccio ormai da un paio di anni, su prescrizione medica, sono uscito a camminare. Questa volta però era davvero una passeggiata. Senza scopo, senza meta, nel cuore infartuato eppure pulsante di questa città al venerdì sera. Tanto dentro di lei da esserne abbastanza distante e vedere la complicità delle prede e dei predatori, che continuano, entrambi, ad affannarsi per guadagnare galloni nelle coorti dei sindaci, tutti i sindaci imposti, facenti funzioni, sospesi, dimissionari, di tutte le amministrazioni delle Cose di Tutti, invece di fermarsi a guardarne i bisogni.
Lo fanno per tornaconto. Poi, un giorno, per tornaconto, scopriranno quanta conoscenza, salute, felicità, allegria e, sì, quanto Pil contengono l’ozio, il silenzio, lo studio, l’ascolto, il riposo. Non l’eterno, non solo. A quello, nel suo cupio dissolvi, aspira chi in vita fa di Milano un sepolcro. Verticale o imbiancato. ( Venerdì 16 dicembre 2016)

 



© 2016 – 2017, admin. All rights reserved.