Bartleby, la Rivoluzione dell’“Avrei Preferenza di No”

Bartleby, la Rivoluzione dell’“Avrei Preferenza di No”

Bartleby, la rivoluzione dell’“Avrei Preferenza di No”

Incontro al Teatro della Cooperativa

Serata di approfondimento organizzata da Teatro Invito e Teatro della Cooperativa in occasione della nuova produzione, Bartleby, tratta dall’omonimo racconto di Herman Melville. 

Uno spettacolo che racconta il contrasto tra la vita frenetica e rampante incarnata da Wall Street e Bartleby, un personaggio che si rifiuta di svolgere le mansioni lavorative che il suo principale gli affida, finendo a poco a poco col rifiutarsi di vivere. L’opposizione radicale di questo eroe solitario viene descritta dal suo esterrefatto datore di lavoro, un pacifico avvocato che prova una strana attrazione mista a compassione e al desiderio di scoprire quale mistero si celi dietro a questo rifiuto sempre più reciso.

 Sarà un’occasione per approfondire il testo di Melville e per scoprire quale sia stato il procedimento che ha portato dal romanzo allo spettacolo.

Interverranno Renato Sarti (regista dello spettacolo e direttore artistico del Teatro della Cooperativa), Luca Radaelli (autore della traduzione, interprete e direttore artistico di Teatro Invito), Mario Maffi (professore di Cultura anglo – americana presso l’università degli Studi di Milano) e Giampaolo Spinato (scrittore).

 L’incontro si terrà venerdì 16 alle 19:00 presso il Teatro della Cooperativa (via privata Hermada, 8 – Milano). Terminato l’approfondimento potrete assistere alla replica delle 20:30 dello spettacolo, approfittando di una promozione speciale con biglietti a 10€ invece che 18€.

Info e prenotazioni:
promozione@teatrodellacooperativa.it
02 6420761 | www.teatrodellacooperativa.it


Relatori: 

RENATO SARTI

Triestino di nascita e milanese d’adozione, si forma al Piccolo Teatro con Giorgio Strehler, che metterà in scena il suo atto unico Libero, e all’Elfo, dove sarà anche uno dei Comedians di Salvatores.
Nel 1993 Massimo Castri è regista del suo testo Ravensbrück, con Valeria Moriconi. Nel 1995, nella Risiera di San Sabba di Trieste, realizza La memoria dell’offesa, con Giorgio Strehler, Paolo Rossi, Moni Ovadia. Nel 2002 fonda il Teatro della Cooperativa. Tra i molti spettacoli scritti e diretti Mai Morti e La nave fantasma con Bebo Storti, Muri e Gorla fermata Gorla con Giulia Lazzarini, Matilde e il tram per San Vittore con Maddalena Crippa e, per il Teatro dell’Elfo, Goli Otok con Elio De Capitani.
Numerosi i riconoscimenti e premi ricevuti: I.D.I., Vallecorsi, Riccione, Ambrogino d’Oro, Isimbardi, Gassman città di Lanciano, Hystrio, Henriquez, Anima e Premio Internazionale Pop Drama.

LUCA RADAELLI

Attore, regista e drammaturgo; direttore artistico della Compagnia Teatro Invito e del Festival L’ultima luna d’estate; ha al suo attivo numerose regie tra cui vari spettacoli per ragazzi, e le produzioni Il partigiano J, Il racconto dei promessi sposi (in collaborazione con Beppe Rosso), Sogno di una notte di mezza estate e La tempesta; come attore monologante si ricordano Una questione di vita e di morte (veglia per Eluana), In capo al mondo (in viaggio con W. Bonatti), Macbeth banquet (per la regia di Paola Manfredi); è interprete di diversi reading (collaborando con musicisti prestigiosi come Livio Gianola e Maurizio Aliffi) e tiene corsi e laboratori sulla voce.

MARIO MAFFI

Già professore di Cultura anglo-americana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.
Dopo essersi occupato delle culture giovanili negli Stati Uniti degli anni ’60, Maffi ha rivolto la propria attenzione allo studio dell’intreccio delle componenti economiche, sociali, politiche e culturali nel periodo compreso fra la Guerra Civile e la Prima guerra mondiale.
Ha trattato in particolare i decenni di trapasso fra ‘800 e ‘900 e le problematiche quali la chiusura della frontiera, la nascita delle metropoli, la nascita della grande letteratura realista e naturalista, la trasformazione della cultura popolare in cultura di massa, gli sviluppi delle culture urbane e immigrate, l’affermarsi del modernismo in letteratura, pittura, architettura, fotografia, cinema, e l’interazione di tutti questi elementi nel processo contraddittorio di formazione di un’identità nazionale. Il suo libro più recente è Città di memoria (Il Saggiatore 2014).

 

GIAMPAOLO SPINATO

Scrittore. Ha pubblicato Pony Express (Einaudi, 1995), Il cuore rovesciato (Mondadori, Premio Slelezione Campiello 1999), Di qua e di là dal cielo (Mondadori, 2001), Amici e nemici (Fazi, 2004), La vita nuova (Baldini Castoldi Dalai, 2008) e La Bambina (ed. Indie, 2014). Ideatore del progetto Bartleby – Pratiche della Scrittura e della Lettura e docente presso la Cattolica di Milano (Produzione di testi narrativi e drammaturgici per l’impresa e Scrittura Creativa e Storytelling) e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha insegnato anche in diversi altri atenei e accademie. Per il teatro ha scritto, fra gli altri, Fuck Me(n). Studi sull’evoluzione del genere maschile, Ico No Clast, B. (segnalato al Premio Riccione per il Teatro 2001) e Da lontano vi uccidono coll’onda. Nel 2002 partecipa a Scrittori per la pace e successivamente è tra gli ideatori di Città in condominio (Milano, 2003-2005). Giornalista professionista freelance, dal 1985 in poi ha collaborato tra gli altri con L’Europeo, Cuore, Max, Società Civile, Il Giornale, Carnet, Linus, A e Oggi; attualmente collabora di nuovo con La Repubblica.

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