«B.», ovvero la triste storia della violenza tra gli uomini

17.11.05
L’Unità
«B.», ovvero la triste storia della violenza tra gli uomini – Valentina Grazzini

Firenze Toscana
Stasera in città

«B.», ovvero la triste storia della violenza tra gli uomini
Al Teatro Studio di Scandicci la prima del nuovo lavoro dei Krypton. Tra Beckett e Pinter, Fulvio Cauteruccio e Silvia Guidi in un testo crudo

NELL’ARIA si respira odor di Beckett, ma le atmosfere care ad Harold Pinter non tardano a farsi largo. Siamo sulla scena di B., il nuovo lavoro della compagnia Krypton che debutta stasera in prima assoluta al Teatro Studio di Scandicci: un testo di Giampaolo Spinato, autore caro al gruppo che ne ha tratto linfa nel precedente Ico no clast, per due attori come Silvia Guidi e Fulvio Cauteruccio, affiancati dal giovane Daniele Bartolini. «L’ambientazione è tutta italiana – spiega Cauteruccio, che dello spettacolo è anche regista -, siamo in una stanza bianca e asettica che potrebbe essere quella di un comando della Polizia o dei Carabinieri, in un non meglio precisato hinterland milanese preberlusconiano». Qui si consuma il drammatico dialogo tra B., di cui mai sapremo il nome e a malapena sentiremo la voce, e i suoi due carnefici. «Ho esasperato le citazioni beckettiane presenti nel testo di Spinato – le parole sono ancora di Cauteruccio – tenendo come riferimento soprattutto la Catastrofe. Già nel testo era comunque chiarissimo il rapporto vittima – carnefice che lega i tre, e come questo rapporto sia pieno di sfaccettature: B. non è uno stinco di santo, si ventila nella sua storia un passato di drogato e un possibile omicidio, così come tra i due carnefici c’è una sudditanza tra il personaggio che io interpreto rispetto a quello di Silvia Guidi. E per sottolineare come questa catena non si fermi, ho inserito la voce fuori campo dell’”uomo in divisa”, a sua volta superiore gerarchico dei due». E nella stanza scarna, disegnata essa stessa in maniera essenziale da Loris Giancola che si è servito di tubi bianchi, per far emergere le linee dal nero dello sfondo, l’interrogatorio senza risposte si spegnerà nel silenzio, riproponendosi ciclicamente senza vincitori né vinti. «Trovarci finalmente in scena con Silvia Guidi è stato importante – conclude il regista – perché abbiamo due energie diverse ma entrambe molto forti. Alla fine dello spettacolo sì, è vero, B. ha in qualche modo resistito senza parlare, ma il silenzio che ormai avvolge la scena non fa presagire niente di buono e soprattutto l’eterno ricominciare delle violenze dell’uomo sull’uomo non lascia speranza».
«B.», Teatro Studio di Scandicci, da stasera a domenica, ore 21.15, tel. 055/757348.

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