Amleto in salsa kitsch

10.06.2005
ilquotidianodellacalabria.com
Amleto in salsa kitsch – Domenico Donato

Gran finale per Primavera dei Teatri a Castrovillari

Si avvia al gran finale questa sesta edizione di “Primavera dei Teatri” ideata e organizzata da Scena Verticale col sostegno e il contributo della Regione Calabria, dell’Ente Teatrale Italiano (in collaborazione con Arcus s.p.a.) e del Comune di Castrovillari. Nel pomeriggio di oggi previsto al protoconvento uno degli incontri più significativi inseriti nella manifestazione castrovillarese: incentrato sul tema “Organismi pubblici e promozione dei nuovi linguaggi scenici”, l’appuntamento sarà coordinato da Rocco Laboragine e arricchito dagli interventi di Carmelo Grassi (Presidente Anart – Associazione Nazionale Attività Regionali Teatrali, ente che collabora alla realizzazione dell’iniziativa) e di Raimondo Arcolai (Coordinatore Anart) e dalle relazioni di Massimo Marino e Andrea Nanni. Continuano i due laboratori teatrali e si preparano alla presentazione dei relativi esiti; in quello dedicato alla “Fotografia di scena”, in particolare, i partecipanti girano le riprese dei vari spettacoli e, con l’ausilio di attrezzature digitali, prendono parte alla creazione di un portfolio commentato personalmente da Tommaso Le Pera. Per gli spettacoli serali tocca a Scena Verticale, fare gli onori di casa con il suo ultimo lavoro: “Kitsch Hamlet” (presentato all’interno del teatro Sybaris).
La compagnia castrovillarese ritorna a Castrovillari, dopo avere raccolto buoni consensi di critica in tutta Italia, con questo lavoro che dipinge un affresco efficace di una provincia calabrese degradata e impoverita dall’imperversare di modelli fuorvianti. Kitsch Hamlet riproduce un pezzo di Calabria che, come buona parte del Meridione e dell’Italia, appare ormai ridotto a mera immagine dei modelli televisivi imperanti, ad una povertà ideale prima ancora che materiale. In un quadro generale così avvilente, Amleto è un “eroe” stanco e lontano, addirittura “fuori scena”, ammutolito e privo di iniziativa. Intorno a lui, sprofondati in un clima di squallore morale, si muovono i tre fratelli gelosi e ottusi, una madre iperprotettiva e costretta su una sedia a rotelle, e Ofelia istericamente preda di una solitudine annichilente. Tra dinamiche comiche e l’uso di registri che attingono a piene mani ad un grottesco esasperante, tra dissacrazione ed elementi di forte impronta kitsch, prende forma una vera e propria sit-com alla calabrese, all’apparenza leggera come uno di quei programmi televisivi che si scordano volentieri, ma che in realtà ha il sapore amaro di un j’accuse impietoso quanto disperato.
La terra calabrese è ancora protagonista nel secondo spettacolo in programma alla piazzetta Civitanova. “’Ntricata storia di Peppe Musolino” di e con Nino Racco racconta la vicenda tragica del più famoso brigante calabrese. Riprendendo lo stile del cantastorie con improvvise accelerazioni drammatiche, frammiste a soluzioni visive di grande impatto simbolico (come la maschera di Giangurgolo) e a manipolazioni del filo cronologico degli eventi Nino Racco disegna l’intera vicenda, iniziata con un probabile errore giudiziario – la condanna a 21 anni di galera per un tentato omicidio che Musolino negherà fino alla fine dei suoi giorni di aver commesso.
Tra mito e realtà storica, emerge la figura di un uomo stritolato nell’ingranaggio di una vicenda assai più grande di lui. Racco riprende una tradizione radicata nel repertorio cantastoriale, se ne serve per dipingere il lucido affresco del conflitto fra individuo e storia, e nel procedere di questa sua cantata demistifica la figura del brigante, la spoglia dei veli dentro cui l’aveva avvolto una certa tradizione e ce la restituisce nella carnalità di un uomo vinto dal destino, nell’immagine in maschera di un ergastolano settuagenario “che scava dentro se stesso e si perde nel mare della follia causata da 55 anni di dura prigionia e separazione dal mondo”. L’autore calabrese aveva già portato in scena “Storia di Salvatore Giuliano” (1989), “La Baronessa di Carini” (1998) e “La Leggenda di Cola Pesce” (1999).
La giornata conclusiva di sabato si apre nel pomeriggio al protoconvento con l’incontro “Drammaturgie a confronto: Vincenzo Ziccarelli e Giacomo Carbone”, in collaborazione con l’Università della Calabria, con la relazione di Carlo Fanelli e la lettura scenica di Giovanni Turco. Per gli spettacoli serali si inizia al Sybaris un’altra anteprima nazionale: “B.” della Compagnia Krypton, storia morbosa di sesso e sangue che lega l’innominabile B. e una donna, e un piccolo mondo popolato di guardie, voyeurs e spettatori televisivi. Emerge in questo lavoro, su ogni altra cosa, il tema della coercizione, dell’uomo contro l’uomo così caro a Pinter, del filo sospeso tra movimento e immobilità, tra forza e debolezza. Mentre sotto traccia fa capolino tutto il disagio di certe aree giovanili (causa della prigionia di B.), s’inseguono livide visioni e apparizioni, e prende forma uno spaccato metropolitano denso di echi e suggestioni. “B.” di Giampaolo Spinato è diretto e interpretato da Fulvio Cauteruccio, con lui in scena Silvia Guidi e Daniele Bartolini.
Seguirà in piazzetta Civitanova “L’arrobbafumu” di Francesco Suriano/Teatri del Sud con Peppino Mazzotta. Un racconto minimo calabrese, in cui si narrano eventi passati alla cronaca come i “fatti della Varia”. Ambientato a Palmi, l’ultima domenica di agosto del 1925, e si festeggia la Madonna della Lettera. Di sera durante la processione della Varia, a causa di futili contrasti sulle musiche da suonare, scoppiano dei tumulti di piazza. Scatta così la repressione, il successivo processo politico a 33 presunti sovversivi (tra cui Roccu, il protagonista, che morirà in carcere) e la condanna da parte del Tribunale Speciale dello Stato fascista. Il lavoro conclude la trilogia di Roccu (iniziata con “Roccu ‘u stortu” e proseguita con “A cascia ‘nfernali” – spettacoli entrambi presenti nelle passate edizioni di Primavera).
Il secondo spettacolo in cartellone è “Hamlet Cuts – Primavera Session” di squid eXperience/Teatro della Ginestra, su testi di Marcello Walter Bruno e con testi di Carmelo Bene, Nick Cave, Heiner Müller, Chuck Palahniuk, Pier Paolo Pasolini, William Shakespeare, Salvatore Toma. Si tratta di un vero e proprio atto d’amore per Amleto – da cui gli attori in qualche modo o tempo o illusione discendono – e per tutto ciò che è stato mai scritto, detto o immaginato su di lui, tradimenti compresi, lo spettacolo rimane aperto, “non-finito ma non per questo irrisolto”.
Come alla continua ricerca di un’unità possibile solo a costo di ritornare al punto di partenza, al diamante scespiriano. “Hamlet cuts” sarà presentato alle 24.00 al “Senso” Wine Bar.

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