Il “Caso Heidelberg”*

Una piccola raccolta documentaria, con articoli e link sul web su un interessante episodio di “zelo burocratico”

* Heidelberg, ridente cittadina a Nord di Stoccarda (vedi mappa), è nota in tutto il mondo per essere sede storica e prestigiosa di studi universitari.

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Nell’aprile 2002, a ridosso dell’apertura dell’Heidelberger Stückenmarkt, l’annuale festival teatrale organizzato dal Teatro di Heidelberg, in quella edizione dedicato al teatro italiano, avvengono i fatti descritti qui sotto dagli articoli del Corriere della Sera (Paolo Valentino) e La Repubblica (Franco Quadri), e dal testo dell’autrice e drammaturga Sonia Antinori, protagonista e testimone diretta degli avvenimenti.

Per contestualizzare l’episodio, può essere utile sapere che Giudici di Renato Gabrielli aveva debuttato poco prima regolarmente a Brescia, così come Da lontano vi uccidono coll’onda, commissionato e prodotto (nella versione “studio”) dalla Maratona di Milano 2001, aveva fatto la sua fugace comparsa in alcune “piazze” italiane.

In quel periodo, gli autori di quei testi teatrali erano già da molti mesi impegnati nella realizzazione dell’edizione milanese di Scrittori per la pace (8 aprile 2002), una manifestazione spettacolo contro ogni logica di guerra che, oltre ad aderire e riproporre in un’altra città l’omonima mobilitazione promossa dopo l’11 Settembre (a ridosso della guerra in Afghanistan) dal gruppo di autori romani ideatori dell’iniziativa, è stato il momento germinale del confronto che successivamente ha dato vita al gruppo di lavoro ideatore di Città in condominio, di cui proprio in queste settimane è in corso la seconda edizione.

Va aggiunto che, in quelle settimane, il Presidente del Consiglio in carica era titolare, ad interim, anche del Ministero degli Esteri (cui fanno riferimento gli Istituti di Cultura Italiana all’estero) che, come si evince dagli articoli, non è estraneo alla vicenda.

Nonostante le polemiche, Giudici è andato in scena, come da programma e con successo, il 4 maggio 2002 nel teatro di Heidelberg; nello stesso giorno Franco Ravera ha dato vita alla breve performance che ha introdotto il dibattito sullo stato del teatro in Italia con brani in italiano e inserti in lingua tedesca tratti da Da lontano vi uccidono coll’onda.

Oltre ai due articoli comparsi sui maggiori quotidiani italiani sono riportati qui senza commenti altri link a siti e pubblicazioni (anche in lingua tedesca) che, a loro volta, raccolgono articoli e/o interventi sul “caso”.

Il “caso” Heidelberg:

  • La Repubblica (Franco Quadri)
  • Corriere della sera (Paolo Valentino): qui e su il segnalibro, con una rassegna di articoli e interventi sulla stampa italiana nazionale e locale, e articoli comparsi sulla stampa tedesca
  • il testo di Sonia Antinori
  • nzz online

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La Repubblica, 24 Aprile 2002

Brescia. “Giudici”, testo che allude ai fatti italiani di oggi
Tangentopoli in palcoscenico ma non va esportata all’estero

Dal nostro inviato Franco Quadri

BRESCIA – Tornerà la censura sul teatro? Qualche sintomo fa temere una lista di temi tabù, come quello della giustizia, anche se Giudici, scritto e diretto da Renato Gabrielli, è potuto andare regolarmente in scena allo Stabile di Brescia. Suggerito da Tangentopoli, il testo sogna in piena libertà con una fantasia surrealista in salsa gogoliana, mischiando richiami attuali con citazioni addirittura da Aristofane, in un linguaggio per sigle e gustosi inglesismi. L’ex pm Filippo Cleoni, in preda a ossessione punitiva e accusato di voìer “far rispettare la legge anche ai ricchi”, vive internato come un folle nella casa-azienda del cognato dottor Barnaba Beiloni da Buccinasco per impedirgli di indagare su un’attività nata dal riciclaggio di denaro sporco, con assistente mafioso, conti segreti ad Andorra, eccetera. Allusioni a parte, il contesto è fantasioso, con l’azione arrampicata sulla facciata obliqua di una casa, tra spot, sesso e terape, e finto processo a un extracomunitario polacco travestito da cane: forse un eccesso di carne al fuoco, ma anche una sicura intelligenza nel prospettare i suoi temi e la nostra crisi, espressa con stile e divertimento da Giuseppe Battiston, Elena Callegari, Sandra Toffolatti,Leonardo De Colle, Francesca Caratozzolo e Giovanni Battista Storti, cane polacco e già attore di Kantor.
E’ un lavoro di qualità che giustifica l’invito dello spettacolo alla 19ma Mostra mercato di drammaturgia contemporanea organizzata dal teatro tedesco di Heidelberg, dedicata quest’anno all’Italia. Ma, letta la pièce, l’istituto italiano di Cultura di Stoccarda ha ritirato il già garantito finanziarnento di 3.500 euro, perché il testo proporrebbe “un’immagine inadeguata, falsata, negativa delle condizioni del nostro paese”, come ha dichiarato la direttrice dottoressa Cuffaro, dopo aver sentito il ministero degli Esteri, molto interessato, ad interirn. ai problemi della giustizia. Analogo dissenso ha accolto Da lontano vi uccidono coll’onda di Giampaolo Spinato, scelto per essere dato lo stesso giorno in forma -di performance: un lavoro di forte suggestione nel missare la voce di un mendicante con le parole della città, incamerando rigurgiti scespiriani e, ahimé, l’inevìtabile cenno al Cavaliere. Ottenuto anche il no della nostra ambasciata, il sovrintendente Gunter Beelitz è riuscito a trovare uno sponsor privato, salvando la manifestazione, che conterà anche su letture di opere di Luca de Bei, Pia Fontana, Fausto Paravidino, tutti concorrenti al Premio Europeo di Drammaturgia, e su una rappresentazione di Novecento di Baricco. Ma guai a chi esporta panni sporchi e il cavalier Banana.

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Corriere della Sera, 17 aprile 2002

TEATRO L’Istituto di cultura di Stoccarda sospende il patrocinio e il finanziamento al festival di Heidelberg
Gemania, diventa un caso l’opera sui giudici italiani
di Paolo Valentino

Da Berlino replica l’ambasciata: nessuna censura, c’è soltanto scarsa disponibilità finanziaria

BERLINO- L’Istituto italiano di cultura di Stoccarda avrebbe ritirato il patrocinio e il sostegno finanziario, già assicurato, a un festival teatrale di Heidelberg, perché una delle «pièce» previste in cartellone dagli organizzatori, denuncia una crescente influenza della politica sull’amministrazione della giustizia e l’interpretazione delle leggi in Italia.
Lo affermano i responsabili del teatro della città tedesca, adombrando una sorta di censura politica da parte del governo italiano. Una lettura contestata da fonti dell’ambasciata del nostro Paese a Berlino, secondo cui la ragione principale del ritiro della sponsorizzazione è da ricercarsi «nelle scarse disponibilità finanziarie» delle rappresentanze all’estero, che spingono verso una più severa selezione degli avvenimenti culturali da appoggiare.
Ambienti diplomatici ammettono, tuttavia, che l’opera italiana in programma ad Heidelberg «contiene molte tesi gratuite e prive di fondamento».
La rassegna «Heidelberg Stueckemarkt» ha un bilancio annuale pari a circa 150 mila euro. Di questi, spiega al Corriere il sovrintendente, Guenter Beelitz, «circa 3500 erano già stati promessi per iscritto» dall’Istituto italiano di cultura di Stoccarda.
Inoltre, nello scorso febbraio, Beelitz aveva illustrato il suo progetto anche all’ambasciatore d’Italia a Berlino, Silvio Fagiolo. La manifestazione tedesca ha infatti ogni anno un Paese ospite: l’anno scorso era toccato alla Francia, quest’anno a noi. «Un colloquio molto amichevole», spiega il sovrintendente, secondo il quale il nostro rappresentante si sarebbe impegnato, senza però poter promettere nulla di concreto, a cercare, per quanto possibile, altre forme di contributi per il suo festival.
Quando però Beelitz ha presentato la lista delle opere in cartellone, tutto è cambiato. Nell’elenco era stato infatti inserito «Giudici», un lavoro di Renato Gabrielli, attualmente in programmazione al Teatro Stabile di Brescia. «Una farsa amara sullo stato della giustizia in Italia», dice l’operatore tedesco. Un’altra scelta contestata sarebbe stata quella di far precedere un dibattito sullo stato del teatro in Italia, dal monologo di un mendicante senzatetto, tratto dalla pièce di Giampaolo Spinato, «Da lontano vi uccidono con l’onda». Racconta Beelitz: «Dopo che abbiamo presentato il programma, la responsabile dell’Istituto di Stoccarda mi ha telefonato per spiegarmi che, a causa della decisione di allestire “Giudici”, doveva purtroppo ritirare il sostegno e il finanziamento, perché il ministero degli Esteri non era d’accordo con questa nostra scelta».
E aggiunge: «Purtroppo, non posso sospettare altro che ragioni politiche, un’influenza che da noi sarebbe inaccettabile». La decisione italiana, presa all’inizio di aprile, cioè a un mese dall’inizio del festival, avrebbe messo in pericolo l’intero programma dedicato all’Italia. Ma, secondo il sovrintendente, grazie all’intervento di uno sponsor privato sarà possibile andare avanti lo stesso, inclusa la rappresentazione di «Giudici».
Le fonti dell’ambasciata ricordano però che, «alla luce delle attuali difficoltà finanziarie, occorre purtroppo rinunciare a qualcosa nel campo delle sponsorizzazioni culturali». E la «gratuità e la parzialità » delle tesi, sostenute nel lavoro proposto per la rassegna tedesca, non devono essere state d’aiuto.

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di Sonia Antinori

La mostra mercato di drammaturgia contemporanea organizzata annualmente dal Theater der Stadt Heidelberg e ormai alla sua diciannovesima edizione, si articola dallo scorso anno in due distinte sezioni. La tradizionale rassegna di autori tedeschi, è stata affiancata su suggerimento del sovrintendente Günter Beelitz, da una sezione dedicata a un paese ospite. Dopo la Francia, quest’anno è stata invitata l’Italia, a cui saranno riservate tre giornate di festival (dal 3 al 5 maggio), articolate in tre differenti parti: nella prima serata verrà proposta la versione tedesca dei seguenti testi: Devozione di Pia Fontana, La malattia della famiglia M di Fausto Paravidino e Buio interno di Luca de Bei; la seconda giornata sarà introdotta da una performance tratta dal testo di Giampaolo Spinato Da lontano vi uccidono con l’onda e da un dibattito sulla nostra drammaturgia e si concluderà con l’ospitalità dello spettacolo Giudici, scritto e diretto da Renato Gabrielli. Nella terza verrà presentato un allestimento tedesco di Novecento di Alessandro Baricco. I lavori presentati nella prima serata parteciperanno al Premio Europeo di Drammaturgia dotato di un importo di € 5000,- e istituito dal Ministero della Scienza, della Ricerca e dell’Arte del Baden-Württemberg

L’iniziativa è di particolare rilievo in considerazione dello scarso e discontinuo interesse che la Germania ha mostrato in generale per il teatro italiano e in particolar modo per la nostra drammaturgia. Gli autori conosciuti e messi in scena nei teatri di lingua tedesca sono pochissimi e non certo nuovi (Fo, Santanelli, Maraini). Spesso alcuni dei nostri migliori artisti sono conosciuti soltanto per la partecipazione a festival (Moscato) o per essere stati oggetto di sporadici allestimenti (Tarantino). In questa stagione, dopo l’anticipazione del Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, che nel mese di dicembre ha presentato un programma di letture di autori italiani in occasione della residenza di Gian Maria Cervo come autore ospite, il teatro di Heidelberg ha preparato l’evento con un rigoroso procedimento di ricognizione nel vario e vasto panorama della nostra scrittura.

Coinvolgendo enti atti alla diffusione come il centro Outis e incaricandomi in qualità di scout, la commissione del teatro coordinata dal Dramaturg Matthias Lösch ha preso in considerazione una prima lista di testi già tradotti in tedesco e con l’ausilio di versioni inglesi e di schede da me approntate all’occasione, un secondo elenco di opere, segnalate dal suddetto centro, dagli stessi autori, da altri organismi (tra cui il Premio Riccione, l’ETI, il Teatro delle Moline, il Teatro Out Off) o reperiti attraverso siti teatrali (Dramma.it, Manifatturae, A Teatro). Gli autori che hanno partecipato alla selezione per la sezione concorsuale sono: (tradotti in tedesco) Roberto Bassetti, Roberto Cavosi, Gian Maria Cervo, Ugo Chiti, Luca de Bei, Edoardo Erba, Pia Fontana, Angelo Longoni, Giuseppe Manfridi, Margaret Mazzantini, Enzo Moscato, Fausto Paravidino, Giorgio Prosperi, Luigi Salciarini, Manlio Santanelli, Spiro Scimone, Antonio Tarantino, Tomati & Maggioni; (letti in inglese o presentati attraverso schede degli originali): Raffaella Battaglini, Ruggero Cappuccio, Michele Celeste, Rocco D’Onghia, Luigi Gozzi, Gianni Guardigli, Marco Martinelli, Pierpaolo Palladino, Paolo Puppa, Nino Romeo, Letizia Russo, Franco Scaldati, Massimo Sgorbani, Roberto Traverso. Per la parte riservata alle ospitalità ed esclusa dalla sezione concorsuale, la commissione ha preso in visione i seguenti lavori: Nietzsche. La danza sull’abisso di Sonia Antinori (regia W. Malosti), Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro (regia L. Loris), 4 bombe in tasca testo e regia di Ugo Chiti, Portasudeuropa di Maria Pia Daniele (regia S.Felicioli), Fly Butterfly di Rocco D’Onghia (regia S.Monti), Giudici testo e regia di Renato Gabrielli, Via delle Oche di Carlo Lucarelli (regia L.Gozzi), Compleanno testo e regia di Enzo Moscato, Fatto in casa testo e regia di Nino Romeo, Mai morti testo e regia di Renato Sarti, Da lontano vi uccidono con l’onda di Giampaolo Spinato (regia C.Pezzoli).

La manifestazione avrebbe dovuto ricevere il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, analogamente a quanto avvenuto lo scorso anno con l’ospitalità francese, interamente finanziata dal Bureau du Théâtre di Berlino. Il suddetto istituto aveva accordato al direttor Beelitz un finanziamento di DM 7000,-. Nell’ultima settimana di marzo, in seguito alla comunicazione della scelta del lavoro di Gabrielli, l’Istituto ha ritirato il finanziamento. La direttrice dell’Istituto, dott.ssa Cuffaro ha espresso telefonicamente a Lösch il suo rammarico per l’accadimento, declinando una sua personale responsabilità nel caso e specificando che gli istituti di cultura sono direttamente soggetti alle indicazioni del Ministero degli Esteri. L’interruzione del rapporto di collaborazione era determinata dalla precisa volontà del Ministero di non appoggiare la scelta del lavoro di Gabrielli. La direttrice ha riferito che non si gradiva presentare l’Italia all’estero con un testo come Giudici, che proporrebbe un‘immagine inadeguata, falsata, negativa delle condizioni del nostro paese. Su espressa richiesta del signor Lösch, la dott.ssa Cuffaro ha specificato che la sospensione della collaborazione avrebbe investito anche l’aspetto formale, implicando la totale cancellazione dell’ente dal patrocinio dell’iniziativa. Anche l’usuale messaggio augurale non sarebbe stato espresso. Alcuni giorni dopo la segretaria della dott.ssa Cuffaro ha contattato telefonicamente il signor Lösch, dando notizia che la direttrice aveva cercato inutilmente di raggiungerlo e che essendo momentaneamente assente l’aveva incaricata di comunicargli un rinnovato dissenso riguardo alla scelta del lavoro di Spinato, per ragioni assimilabili a quelle del precedente caso, regioni che la segretaria non ha saputo ulteriormente chiarire. L’adesione dell’ambasciatore italiano a Berlino ha seguito un analogo movimento. Il direttor Beelitz aveva incontrato il dott. Silvio Fagiolo per richiedere un’integrazione del sostegno al programma italiano della rassegna. L’ambasciatore aveva espresso interesse e disponibilità, nonostante non conoscesse nessuno degli autori e dei testi nominati da Beelitz. Il dott. Fagiolo ha pregato il teatro di lasciar inoltrare una lettera di dichiarazione dalla dott.ssa Cuffaro, responsabile dell’Istituto di riferimento per la regione Baden-Württemberg, al fine di concertare una sorta di finanziamento integrato. Il teatro ha redatto una lettera di ringraziamento per l’interessamento dell’ambasciatore e ha sollecitato l’avvio della pratica alla dott.ssa Cuffaro. Nel frattempo è intervenuta una telefonata di sondaggio sulle intenzioni del teatro, seguita, dopo la designazione di Giudici come spettacolo ospite, dalla succitata interruzione di rapporti. Qualche giorno dopo anche l’ambasciata ha cancellato la sua adesione. Il signor Lösch afferma di essere al corrente del fatto che la dott.ssa Cuffaro ha ricevuto indicazioni dall’ambasciata. Resta da chiarire chi è stato a segnalare la presunta inadeguatezza dei lavori presso la sede diplomatica di Berlino.

La cancellazione del finanziamento a un mese dalla manifestazione ha seriamente minacciato la realizzazione dell’intero programma, reso infine possibile dall’intervento di uno sponsor privato.

Come ha osservato il direttor Beelitz le uniche ragioni che possono aver motivato un tale andamento dei fatti sono politiche: il sostegno è stato sottratto nel momento in cui la scelta è caduta su due lavori che rappresentano l’ultima tendenza di quel teatro italiano che dopo i fatti di Genova ha ricominciato a prendere posizione politicamente. Il sovrintendente del teatro ha aggiunto che una simile ingerenza in materia culturale in Germania sarebbe inammissibile. Il gravissimo caso di Heidelberg è l’ultimo episodio di un massiccio attacco alla cultura, che si è espresso tra l’altro nella decisione dell’esecutivo di procedere a un drastico ricambio nei vertici degli istituti italiani di cultura all’estero. Come esordiva Lola Galán sul “País” dello scorso 8 marzo: “Il governo italiano vuole esercitare un controllo forte sulla cultura e non vuole che l’immagine del paese gli sfugga di mano”.

Sonia Antinori

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